Macrolibrarsi.it presenta: I Maya e il 2012, un'indagine scientifica
Vendetta
Il cercare o il prendersi un vantaggio in seguito a un insulto o ingiuria. La vendetta comunque, č come l'acqua per una barca che fa buchi--porta al vuoto.

Scilla e Cariddi

Nella moltitudine di racconti leggendari che appartengono alla mitologia, numerosi sono quelli incentrati sull'ambiente marino, che spesso esprimono la paura dell'imprevedibile o rappresentano situazioni di pericolo, reale o presunto, per il navigante.



L'attraversamento di uno Stretto, con le sue oggettive difficoltà, assumeva il valore simbolico di superamento dei confini tra il familiare e l'ignoto, di controllo delle forze avverse e del caos, rappresentati dalle forze della natura.



Quelle aree pericolose, al limite dell'invalicabile, erano solitamente identificate con i mostri posti a guardia del passaggio, che insidiavano chi avesse voluto superarlo.



Sullo scoglio situato nello Stretto di Messina viveva una creatura mostruosa, chiamata Cariddi. Era la figlia della Terra e di Poseidone e, durante la sua vita di donna, aveva mostrato grande voracità. Quando Eracle attraversò lo Stretto con le mandrie di Gerione, Cariddi divorò gli animali.



...........Continua...........

Sirena

In italiano il termine sirena, così come in molte altre lingue di tipo romanzo, indica una figura antropologica metà pesce e metà donna, chiamata mermaid ("vergine del mare") in inglese. Questa figura è quella che popolarmente è associata al termine in questione, grazie anche a molti libri, pellicole e cartoni animati.



Nella tradizione orientale, risalente al 1000 a.C., la sirena è metà uccello e metà donna. In questa antica tradizione, che indica più chiaramente le arpie, esse attiravano, i marinai con il loro canto facendoli naufragare sugli scogli delle loro isole rocciose, pronte a rapirli e a divorarli. Le arpie erano mostri in grado di creare burrasche marine sotto forma di terribili venti, impersonando divinità infernali che derubavano l'anima di chi stava per morire. Ambedue le tradizioni quindi possono raffigurare sempre le arpie e non le sirene, vista la similarità fra i due connotati.



Secondo alcuni miti greci, esse erano figlie di Acheloo e Mnemosine, o Calliope, o Tersicore. Secondo altri, furono generate da tre gocce di sangue perse da Acheloo durante un combattimento. Inoltre, sempre secondo alcuni miti, furono trasformate in tal modo da Demetra per poter cercare Persefone rapita da Plutone (o per punizione per non aver saputo evitare il ratto) o "secondo altri" furono trasformate dalle Muse poiché battute nel canto. Altri miti ancora affermano che Afrodite le avesse punite trasformando la metà inferiore dei loro corpi in uccello perché rifuggivano dai piaceri carnali.



Le Sirene sono menzionate per la prima volta da Omero. Nel poema sono due mentre altri autori posteriori ne ricordano quattro: Telete, Redne, Molpe e Telsiope, oppure tre: Pisinoe, Aglaope e Telescope, conosciute anche coi nomi di Partenope, Leucosia e Ligia.



...........Continua...........

Sempre pensando ad Ettore... di Perla

Il silenzio, la delusione,

il ricordo, la speranza...

La consapevolezza di un'attesa vuota,

resa insopportabile,

dal lento scorrere dei minuti...

Immagini che si susseguono nella mente,

il dolce cullare dei ricordi...

Una paura da superare in cambio,

...........Continua...........