Racconti

Discriminazioni necessarie

I giovani d'oggi, che leggono molti libri e sviluppano una particolare incli nazione alla discussione, facilmente si trovano a dover affrontare vari ar gomenti con varie persone.

Una volta, un giovane di ventidue anni si recò da Shankara e, durante una delle lezioni spirituali che il maestro stava impartendo ai discepoli, lo interruppe per chiedergli se tutti gli esseri umani di questo vasto mondo non debbano essere considerati uguali, dal momento che in tutti scorre lo stesso sangue. Shankara, sorridendo all'obiezione del giovane, gli disse che il sangue che scorreva nelle sue vene era tanto caldo e impetuoso da indurlo a conclusioni più larghe delle premesse.

Riesce difficile all'uomo distinguere fra l'imperituro e l'effimero. E possibile far proprio il concetto di non dualità, si possono avere pensieri e atteggiamenti che sono in sintonia con la filosofia advaita, secondo la quale tutto è uno, ma non è possibile in concreto appiattire ogni cosa che esiste al mondo e ritenerla uguale a tutto il resto.

Il giovane, però, non era convinto e insisteva dicendo che ciò non gli sembrava giusto. Secondo il suo modo di vedere sarebbe stato corretto trattare tutti gli esseri viventi alla stessa stregua, con il medesimo metro. Shankara com prese che, se fosse stato consentito a quel giovane continuare su quella linea, sa rebbe probabilmente arrivato a sostenere delle assurdità. Decise quindi d'inse­gnargli subito una lezione.

"Ce l'hai la mamma?", gli chiese.

"Sì. Mia madre è vivente ed io l'amo e la rispetto molto."

"Sei sposato?", domandò di nuovo Shankara.

"Sì. Mia moglie pure è venuta qui all'àshram."

"Allora avrai anche una suocera, no?"

"Certo, ed è arzilla e vegeta più che mai."

"Sorelle, ne hai?"

"Sì, ne ho due."

"Tutte queste persone sono donne?"

"Come potrebbe essere il contrario?"

"Come donne, dunque, le ritieni tutte uguali e le tratti tutte allo stesso ,odo? Ad esempio, tratti tua moglie come tua madre, o tua sorella come tua suocera?"

Nel mondo delle differenze e del molteplice, è necessario riconoscere le diversità sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Le lampadine variano a seconda del voltaggio; perciò, la loro potenza non dipende dall'elettricità. La corrente arriva dovunque con la stessa intensità, ma sono le lampadine ad essere diverse per capacità di far luce. L'energia divina è come la corrente elettrica e i nostri corpi sono le lampadine.